Cocaine: la vera storia di White Boy Rick

“Cocaine: la vera storia di White Boy Rick” è un film uscito da poco nelle sale dei cinema di tutta Italia. La pellicola porta sul grande schermo la reale, tragica, storia di Richard Wershe Jr. Cresciuto a Detroit senza una madre, e con il padre (interpretato da un grande Mattew McConaughey decisamente sopra le righe) che vende armi  alle bande di criminali neri. Rick si fa conoscere nella comunità afroamericana proprio grazie ai traffici del padre, guadagnandosi l’appellativo ‘White Boy Rick’. Una volta entrato nel giro della criminalità però, l’ FBI lo recluta come informatore, minacciando di arrestare suo padre. Grazie a lui il Bureau riuscirà ad arrestare criminali, spacciatori, poliziotti corrotti, sgominando un giro di malaffari che arrivava fino al sindaco. 

Ottima la gestione della cronologia dei fatti. La vicenda da narrare è complessa, e il film deve racchiudere 3 anni in 1h51m, riuscendoci egregiamente. Potrebbe durare anche una mezz’ora in più secondo noi, e, a giudicare dalle scene che sono nel trailer e non nel film, il taglio al montaggio è stato abbastanza severo. Tuttavia, anche ad un pubblico in cui la vicenda di cui si tratta era sconosciuta, come in Italia, il susseguirsi degli eventi resta piuttosto chiaro e comprensibile.

Inizialmente non ci piaceva l’attore che avrebbe dovuto interpretare White Boy Ricky. Richie Merritt non ci sembrava il volto giusto per rappresentare un quindicenne gangster-spacciatore-informatore. Poi ci siamo dovuti ricredere vista la somiglianza con il vero Richard Wershe jr.

L’ esordio a Holliwood di Yann Damage, il regista, è con un noir urbano nelle desolate strade della Detroit degli anni ’80. Il film ci è piaciuto, non sarà forse un capolavoro assoluto, ma ci ha soddisfatto. La sufficienza la porta a casa.

Comincia la discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *