La triste verità su “Dragon Ball Super: Broly”

“Dragon Ball Super: Broly” è un film tratto dalla serie “Dragon Ball Super” diretto da Tatsuya Nagamine e Prodotto dalla Toei Animation. Per tutti quelli come noi di SolitaStoria.it questo film si porta dietro i ricordi di un anime che ha accompagnato la nostra infanzia. Le avventure di Goku e compagnia ci hanno fatto tanto emozionare e divertire e per questo attendevamo tanto con ansia questo film, e il viaggio indietro nel tempo che ci avrebbe fatto fare. Purtroppo, col cuore a pezzi, siamo costretti dalla nostra coscienza a dire la nostra verità. Il film è piuttosto brutto. Ha anche dei risvolti positivi e consigliamo a tutti i fan della serie “Dragon ball” di vederlo comunque, e vi spiegheremo perchè.

Partiamo dagli aspetti positivi.

Innanzitutto le classiche scene comiche in stile anime, che, almeno a noi, fanno ridere a denti stretti. L’idiozia dei personaggi in certe situazioni è esilarante. Per farvi capire meglio, parliamo di scene come quella in cui il “grande” Freezer, tiranno spietato e insensibile, confessa che è interessato alle sfere del drago solo per chiedere al drago Shenron di renderlo più altro di cinque centimetri. Oppure Junior che compare nel film con l’unico scopo di pronunciare la celebre frase “Ha un aura potentissima”

Un’altra cosa che abbiamo apprezzato è lo scontro Broly-Vegeta. In pieno stile “Dragon Ball Z”, ma con animazioni migliorate grazie allo sviluppo tecnologico nel settore.

Adesso veniamo alle note dolenti, decisamente più marcate e, oggettivamente, molto pesanti sulla bilancia del giudizio per la pellicola. 

Partiamo dal comparto audio: Ad un doppiaggio, secondo noi, inadatto, si aggiungono delle colonne sonore sono davvero terribili, giudicate voi stessi.



La trama, manco a dirlo, presenta delle piccole incongruenze. Ad esempio: come fa Paragus a costruire un collare per controllare Broly, in un pianeta deserto? Il sayan dai poteri sconfinati, non riesce neanche a spezzarlo, come diavolo lo avrebbe fatto?. Oppure anche il fatto che Shenron esprime un solo desiderio (invece dei 3 consueti) prima di sparire. Insomma potevano impegnarsi meglio per risolvere queste e altre incongruenze.

La cosa peggiore di questo film è senza dubbio la gestione dei ritmi e del tempo. Per tutta la prima parte del film risulta quasi noioso, i classici dialoghi lunghi e prolissi per un’abbondante metà. Poi ad un tratto succede di tutto: combattimenti, trasformazioni, evoluzioni, morti e fusioni. Il che ci fa pensare che il film avesse bisogno almeno di mezz’ora in più. Le varie trasformazioni sono istantanee, come quando Broly raggiunge lo stato finale senza quasi che lo spettatore se ne renda conto.

Secondo noi, sarebbe stata più efficace una sequenza basata sui flashback, in modo da mischiare la prima parte della pellicola più compassata alla seconda, troppo confusionaria. Lo spettatore avrebbe avuto il tempo di assorbire i fatti che si sono susseguiti nei momenti più veloci nelle scene dedicate ai flashback, senza trovare la sequenza sul passato pesante.

Insomma la verità è che ci piange il cuore a dover parlare male di DragonBall, la saga che ha accompagnato la nostra infanzia. Tutti i pomeriggi su italia1 passati a vivere le avventure di Goku e compagnia, ci hanno lasciato dentro qualcosa. Forse una parte dell’ anime si è fatta largo nei nostri cuori di bambini, ed è questa su cui il film fa leva, anche con una certa efficacia. Tanto da farci uscire dalla sala con un sorriso da bambini. Noi però cerchiamo di mantenere un giudizio oggettivo, e, oggettivamente, il film è brutto.

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