Suburra stagione 2… buona la prima, ma meglio la seconda.

Il 22 febbraio 2019 è uscita su Netflix la tanto attesta seconda stagione della serie “Suburra”. Per chi non avesse visto l’ avesse vista, vi consigliamo vivamente di correre su Netflix e godervela. Per gli altri, se avevate come noi paura che la seconda stagione sarebbe non sarebbe stata all’ altezza della prima, vi rassicuriamo: se possibile, è anche migliore.



Prima di tutto parlando in generale dell’intero sceneggiato ci piace il fatto che resti sul realistico, quasi come se fosse una docu-serie. Per capirci meglio, a differenza di “Gomorra”, non finisce mai per diventare una storia fantastica e surreale, non si “americanizza”. Certo, a volte ci va molto vicino, giocando sul limite fra realta e fantasia; come ad esempio quando Chinaglia viene sventolato da un palazzo in costruzione, o Spadino si introduce nella stalla di Samurai in stile “Splinter Cell” (videogioco basato sull agire con furtività). Nel complesso però, siamo orgogliosi degli sceneggiatori, che restano con i piedi per terra.

Altri complimenti a sceneggiatori e regia sono da fare per la gestione della narrazione. Già, perchè sia la sceneggiatura che il ritmo sono gestiti ottimamente. Gli intrecci sono molti e complicati e il rischio è quello di creare un impiastro confusionario di informazioni. Invece l’ avvicendarsi dei fatti è gestito con lucidità e calma, senza che il ritmo diventi eccessivamente compassato e che il tutto diventi pesante, anzi il ritmo è incalzante quanto basta per tenere lo spettatore incollato allo schermo. Con colpi di scena, azione e suspence.

In particolare il finale ci è piaciuto molto, inaspettato ma coerente con la narrazione, e molto sorprendente.

Complimenti anche al cast, costituito da un’ottima nuova generazione di attori italiani, primo fra tutti Alessandro Borghi. I ragazzi riescono a immedesimarsi alla grande nei personaggi per renderli reali. Per questo lo sviluppo dei personaggi dalla prima stagione è così benriuscito:

  • Spadino passa da ragazzino capriccioso a leader, pur senza cambiare la sua essenza di giocherellone e criminale.
  • Aureliano diventa un capo vero e proprio, uomo fatto e maturato, fino in fondo.
  • Lele, che entra in polizia, arriva in poco ad un grado importante, e il personaggio si uniforma perfettamente al ruolo di vice ispettore.

Alla fine, la serie è riuscita a migliorarsi, a portare delle novità, ma senza cambiare troppo. A sviluppare una trama originale, senza esagerare con le fantasie. Complimenti a tutti gli addetti ai lavori.

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