Volevo uccidere Johnny Fry

“Killing Johnny Fry” è un romanzo di Walter Mosley del 2007. Cordell Carmel è il protagonista, ha una vita monotona, un lavoro insoddisfacente e una compagna con cui ha un rapporto molto superficiale. Un giorno la scopre a letto con Jhonny Fry. Anzi più che a letto la scopre sul divano mentre l’amante “Era in piedi fra le sue gambe e la stuzzicava con la sua erezione”. Da qui la vita di Cordell cambia profondamente, qualcosa dentro di lui si rompe. Così comincia a frequentare altre donne, a vivere più intensamente, ad essere più appassionato alla vita fino alla decisione, maturata un Mercoledì, di uccidere Jonny Fry. Prima di sparare però la sua trasformazione si completerà con esperienze, soprattutto sessuali, con diversi tipi di donne, fino a raggiungere il culmine con Sisypha, una pornostar sadomaso che lo guida in un viaggio nella trasgressione dell’ underground erotico newyorkese. Così verso la fine della vicenda Cordell non sarà più lo stesso, anche se il motto del libro, “uccidere Jonny Fry” continuerà a risuonare intorno a noi come l’obbiettivo inserito nella mente di un terminator.

La trama non è troppo complessa, anche se complesso è il modo in cui si articola e si sviluppa. Lo stile di Mosley in ogni caso resta scorrevole come piace a noi, il libro si beve tutto d’un sorso, senza rendersene conto. La scrittura è molto immersiva, per qualcuno potrebbe essere difficile procurarvi un erezione scrivendo parole su un foglio, ma per Walter Mosley no. L’ intensità della sua espressività dipinge con lettere e punteggiatura immagini che si susseguono nella mente del lettore.

Eccone un esempio che secondo noi calza a pennello:

“… Jo era seduta sullo schienale del divano. Aveva la camicetta nera sollevata fino alle ascelle, sopra il seno, e i pantaloni neri sfilati quasi del tutto, tranne per la gamba sinistra ancora appesa alla caviglia. John Fry portava solo una maglietta di seta grigia. Era in piedi tra le sue gambe e la stuzzicava con la sua erezione. Lei lo guardava fisso negli occhi, le mani bruno ramato strette sul bianco pallore del petto e della spalla sinistra. Lui sembrava come concentrato su qualcosa dentro di sé. Forse si stava trattenendo. Forse la stava tenendo sulla corda. Continuarono quel gioco per un po’. Notai che Johnny portava un preservativo, rosso. Chissà perché quel colore mi mandò in bestia…”

Il libro divide i lettori in due, quelli disgustati dalle descrizioni esplicite di sesso sfrenato e che relegano il romanzo ad un superficiale e superfluo romanzo “porno”, e quelli che invece vedono l’opera come un’altro ottimo lavoro di un grandissimo autore, che riesce nella stesura dell’ ennesimo genere diverso in cui si sperimenta. Secondo noi questo libro è la dimostrazione di come la scrittura, i romanzi o i racconti, possano essere di gran lunga più suggestivi e intensi di una narrazione audiovisiva come un film o una serie tv.

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