Alita: come distruggere in meno di due ore un manga di successo

“Alita – Angelo della battaglia” è il film da poco uscito sul grande schermo. Diretto da Robert Rodriguez è l’ adattamento cinematografico di un manga di successo in stile Cyber-Punk. Questa pellicola è l’ ennesima prova che il mondo dei manga non è compatibile con Hollywood, la trama, l’idea di fondo ci piace, ma il modo in cui il grande schermo la maltratta è da inchiesta.

Vediamo rapidamente i pochi aspetti positivi: La grafica e il cast.

La grafica, è pazzesca, la tecnologia odierna ci permette di immergerci appieno nella città di ferro e nel mondo Cyber-Punk. Con combattimenti e panorami spettacolari, in pieno stile Hollywoodiano



Il Cast è di prima scelta, e anche l’esordiente Rosa Salazar, fa un bel lavoro. Ci sono attori di altissimo livello, come Christoph Waltz, Jennifer Connely, Mahershala Ali, Jackie Earle Haley, e ci è parso anche Edward Norton. Già, ci è parso, perchè tutti questi grandi nomi sono scarsamente impiegati, in particolare Edward, che appare per circa un fotogramma, un po come Brad Pitt in Deadpool 2.

Adesso veniamo ai capi d’ accusa. Quali sono le ragioni per cui questo film è inguardabile?

Innanzitutto il ritmo del film, forse a causa dell’ adattamento di un manga, è eccessivamente veloce, confusionario e macchinoso per praticamente tutto il film. Non dando il tempo allo spettatore di immedesimarsi nella storia, nei personaggi o di affezzionarsi a qualcuno.Verso la fine assistiamo ad un momento di stallo vero e proprio, durante il quale si cerca di omogenizzare e rendere il tutto più fluido convogliando ogni accenno di narrazione sconnesso in un unico filo conduttore. Per finire con gli ultimi dieci minuti così veloci che non si capisce più un cazzo. Sembra che abbiano voluto infilare nella pellicola troppe vicende tutte insieme, troppi cattivi, andando così a sfociare in una serie di brevi narrazioni incoerenti che danno l’idea di un’ accozzaglia quasi casuale di eventi. Calma… Non potete pensare di infilare tutta la saga in un film, e se proprio volete, qualcosa va tagliato.

l’evoluzione del manga nel tempo

Non parliamo dell’ imbarazzante montaggio, che si palesa in scene nelle quali dopo un cambio camera i personaggi sono in posizioni palesemente diverse. Sembra quasi sia stato fatto in modo troppo frettoloso e sbrigativo.

Il riadattamento della trama la rende scontata. Applicato alla lettera il classico schema Eroe-Antagonista-Damigella da salvare-Ostacolo-Aiutante ecc…. Nessun colpo di scena inaspettato, nessuna suspence, zero pepe e tanto latte alle ginocchia, il che è difficile da causare ad uno spettatore con un film dal ritmo così incalzante (in questo senso potremmo fare i complimenti a Robert Rodriguez).


Lo stile Cyber-punk in questo film è bistrattato. La scelta di farlo dirigere a Robert Rodriguez ci era piaciuta, e ci aveva fatto pensare ad una brutalità in stile “Dal tramonto all’ alba”. Niente, il povero regista è, secondo noi, costretto, a girare un film adatto ad un pubblico più vasto. Probabilmente per aumentare le entrate ai botteghini il talento di Rodriguez viene ingabbiato (adesso anche i bambini potranno restare disgustati dal film con le loro famiglie).

Purtroppo al di là del film che non ci piace, ci sembra l’ennesima prova che i film si fanno per incassare più possibile ai botteghini, e non per appassionare lo spettatore. Il che può andare bene, ma la nostra domanda è che succederà quando la gente deciderà che non vale più la pena di spendere soldi al cinema per film noiosi e anonimi? Ah… è già successo.

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