Russian Doll

Russian Doll è una serie molto attesa che è da poco uscita su Netflix. Ideata da Natasha Lyonne, anche attrice protagonista nel ruolo di Nadia. La serie entra nella nostra rubrica “Nati dal culo” per diverse ragioni. Cisono così tante cose che a noi non sono piaciute che l’istinto è quello di vomitarle online senza punteggiatora o filo logico, ma, dopo esserci rilassati e a mente fredda, decidiamo di portarvele con più razionalità

Prima di tutto il trailer.

Già da qui vi spieghiamo come mai abbiamo guardato alla serie con sospetto: semplicemente il concept di base, visto, rivisto e stravisto fino alla noia. Già perchè la storia di una persona che rivive nello stesso loop temporale fino a che non capisce o risolve un problema o ostacolo è già stato fatto in tutte le salse, di seguito, giusto per darvi un idea di quante volte, elenchiamo alcune fra serie e film, che si basano sullo stesso concetto:

Questi, ribadiamo, solo alcuni di una lista ancora lunga.

Questo di per sé non è un difetto così grave… Mancherà di originalità il concetto base, d’ accordo, ma si può anche rinnovare e migliorare qualcosa di già visto e renderlo comunque buono. Il problema è che qui non c’è un miglioramento, e la colpa è della trama, che contiene voragini di insensatezza e approsimazione.

Già, perchè non si riesce, nemmeno alla fine del film a capire perchè sia successo tutto, perchè Nadia rivive le stesse giornate? e perché (ALLARME SPOILER) alla fine esce dal loop? Come fa? non si riesce ad averlo chiaro. Non si capisce perchè quando lei e Alan si riincontrano sono in due piani di realtà diversi. Non si capisce perchè nelle prime puntate dei fiorni appassiscono al passaggio di Nadia. Sembra quasi che la trama, la storia di base, sia stata cambiata in corsa, senza però andare a correggere le parti antecedenti temporalmente. Spesso compaiono cose nella serie che sembrano avere un senso per il futuro, ma che poi rimangono come eventi in secondo piano, che non vengono spiegati o approfonditi. Ad esempio come mai Nadia ha allucinazioni di sé stessa bambina.

Il finale della storia va a nozze con quanto detto finora, insensato, incomprensibile e incoerente. Finirete la serie e sarete presi dall’ irrefrenabile istinto di spaccare il computer a testate e usare i soldi che pagate per abbonarvi a Netflix per raccogliere la merda del vostro cane dal marciapiede. Questa volta non spoileriamo il finale. Vogliamo che da soli vi rendiate conto del livello principiante di questa serie, sembra quasi uno di quei film indipendenti a basso a budget, solo che in questo caso ci sono anche delle pretese non indifferenti.

Un’ altro difetto macroscopico sono i personaggi, un po’ tutti, ma analizziamo per un’ istante solo quelli venuti peggio:

Nadia viene presentata nel trailer come una ragazza tutta pepe dedita all’ abuso di droga e alcol, trasgressiva e borderline. In realtà l profilo che nè viene fuori è quello di una ragazzina spaventata traumatizzata da una madre pazza, è vero che dimostra carattere, ma mai quando conta davvero. Pretende di essere carismatica, ma finisce per risultare un’ indefinita accozzaglia fra un personaggio bukowskiano (perdonateci il paragone dissacrante) e la donna in cerca di sé stessa del più smielato film Holliwoodiano.

Mike, che nella serie vorrebbe apparire come un trombatore viene interpretato da un goffissimo Jeremy Bobb, non che l’ attore sia scarso ma gli viene dato un ruolo per cui non è “esteticamente” portato… Sembra più un riccone giocatore di golf, oppure uno che potresti trovare in una bettola mentre ubriaco urla contro la televisione che trasmette una partita di qualche sport.




Anche con Alan abbiamo qualche problema. Non con l’interpretazione, o con il personaggio in sé, quanto con la sceneggiatura che gli viene relegata. Passa in un’attimo, non si sa bene perché, da maniaco della perfezione e borderline ai limiti dell’ autismo, con importanti problemi a socializzare e ad essere saggio, estroverso e brillante. Un po come se Stephen Hawking fosse diventato un maratoneta.

Detto questo, siete avvisati, Russian Doll è, secondo noi, letame. Siete liberi di constatarlo voi stessi, ma adesso sapete a cosa andate incontro.

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