Pulp, l’ultima irriverente risata di Bukowski

L’ ultimo sussulto di uno dei più grandi scrittori, che se ne va in grande stile. Pulp è un romanzo scritto da Charles Bukowski poco prima di morire, e che viene pubblicato postumo, nel ’94. La storia, è molto particolare, a volte un po’ sconnessa, a volte semplice altre volte demenziale o addirittura quasi incoerente a fino a sfociare nel fantastico e nel surreale. Ma ciò che più ci colpisce, ci piace e soprattutto ci diverte, è lo stile dell’ autore statunitense, che è sempre coinvolgente, molto scorrevole e esilarante.

Il protagonista, Nick Belane, è un investigatore privato, un personaggio in pieno stile bukowskiano: depresso cronico, alcolizzato, scommettitore, e abbastanza folle da essere geniale.

Ci piace molto il modo in cui Nick vive le varie strambe vicessitudini che si avvicendano nel corso della sua strampalata storia. Molti strabuzzerebbo gli occhi, ma non il detective di L.A. Lui li vive con una certa calma, quasi fossimo normali. Sembra una sorta di Straniamento rivisitato, ecco alcuni esempi:

‘Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillò il telefono.
Alzai il ricevitore. “Ah, sì,” dissi.
“Leggi Celine?” chiese una voce femminile. Era parecchio sexy. Da un po’ di tempo ero solo. Secoli. 
“Celine,” risposi, “ehmmm…”
“Voglio Celine,” disse. “Devo averlo.”
Una voce tanto sexy, mi eccitava, davvero.
“Celine?” ripetei. “Mi dia qualche altra informazione. 
Mi parli, signora. Continui a parlare…”
“Chiudi la cerniera,” ordinò.
Guardai in basso.
“Come faceva a saperlo?” chiesi.
“Non importa. Voglio Celine.”
“Celine è morto.”
“No. Voglio che tu lo trovi. Lo voglio.” 
“Forse potrei trovare le sue ossa.”
“No, scemo, è vivo!”
“E dov’è?”.

Ogni persona normale sarebbe rimasta spiazzata e inquietata dal fatto che qualcuno ti chiama al telefono dal niente e comincia a chiederti di trovargli uno scrittore morto. Se ci aggiungiamo pure che questa riesce a sapere che hai la cerniera dei pantaloni aperta, chiunque avrebbe riagganciato il telefono convinto di essere quasi impazzito.”

“Accesi la radio per sentire il notiziario.
‘Scemo,’ disse una voce nella radio, ‘non fai progressi!’
‘Chi io?’ chiesi.
‘Sei l’unica persona seduta lì vero?’
Mi guardai intorno. ‘Si’ risposi. ‘Sono l’unico’.
‘E allora muovi il culo!’
Era la voce della signora Morte che usciva dalla radio.
‘Senti bambola sto lavorando al caso anche adesso. Sto facendo servizio di sorveglianza’”

Come reagireste se qualcuno che si chiama Morte di nome vi parlasse attraverso la radio, scommetto che non rimarreste impassibile a chiacchierarci come Nick.

“Accesi la tv. Ne avevo una in camera da letto. Una giovane comparve e mi disse che avrebbe parlato con me, che mi avrebbe fatto sentire magnificamente bene. Mi serviva solo una carta di credito. Decisi di non fare niente. Poi il viso della donna sparì dallo schermo e comparve quello di Jeannie Nitro.
‘Belane,’ disse, ‘non voglio che tu ti immischi nelle mie faccende.’
‘Cosa?’ feci.
Lei ripeté la frase e io spensi la tv. Mi versai dell’ altra vodka, liscia. Spensi la luce e rimasi seduto sul letto, al buio. Bevvi un sorso di vodka. Poi udii un forte ronzio, come quello di uno sciame d’api intorno a un alveare disturbato. Poi ci fu un lampo di luce scarlatta e comparve Jeannie Nitro. Presi una paura del diavolo.
‘Ti ho messo paura Belane?’ mi chiese.
‘Diavolo, no,’ risposi, ‘che razza di educazione. Non bussi prima di entrare?'”

Questa scena si commenta da sola, avete capito il concetto: Nick non si stupisce mai, nemmeno quando una donna aliena prima compare sullo schermo e poi si teletrasporta nella sua stanza.

Un altro tocco di classe sono le ricorrenti frasi che il detective pronuncia continuamente, come un ritornello continuo e le sue fissazioni:

“Le inchioderò il culo”

“Il detective più dritto di Hollywood”

“‘Non le costerà poco’
‘Quanto?’
‘6 dollari l’ora’

Ogni volta che Nick prende insiste nel sostenere chela sua tariffa, 6 dollari l’ora, sia costosa.

Ma arriviamo alle citazioni che più ci sono piaciute, e che ci hanno fatto ridere… Le ultime, esilaranti, chicche di Bukowski:

“‘Be’ ho la crema fino alle orecchie, bambola! Devo fare qualcosa’
‘Lo farai senza di me, Martello Pneumatico!’
‘Va bene, va bene. Dov’è la gatta?'”

Nick non riesce a dormire e sente questa conversazione dei suoi vicini. Se aveste dubbi su cosa stia succedendo, già, la moglie del vicino non ha voglia di fare sesso, e lui decide di scoparsi la gatta.

“Un figlio di puttana che sceglie in anticipo la propria bara è lo stesso figlio di puttana che si fa una sega sei volte la settimana”

Non cercate un senso in questa frase, non c’è.

“Senti, barista, sono un uomo tranquillo. Abbastanza normale. Non annuso ascelle né indosso biancheria da donna. Ma dovunque vada qualcuno mi punzecchia, non mi danno tregua. Perché?”

“Non accesi la tv, ho scoperto che quando ti senti male quella figlia di puttana ti fa solo sentire peggio”

Ci piace molto questa frase probabilmente anche perché siamo assolutamente d’accordo.

“Ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile.”

Bukowski con questo libro “dedicato alla cattiva scrittura” ci dimostra come anche con una trama strana, contorta nel verso sbagliato, incoerente e pazza, si possa scrivere un vero e proprio capolavoro.

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